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MESSAGGI IN BOTTIGLIA - l'idea all'origine

battello in legno ingrandimento
battellocostruito da bambini ingrandimento
Batteli costruiti da gruppi famiglia con bambini/e di 4 e 5 anni, durante i laboratori attivati alla recente mostra Silent Book, presso Manica lunga della biblioteca Classense di Ravenna
pinocchio sul battello ingrandimento
bambini/e e genitori interagenti con i materiali e gli strumenti per realizzare i battelli

PROGETTO CHE HA COINVOLTO CLASSI 4 e 5 DELLA SCUOLA PRIMARIA
Lo spunto iniziale all'ideazione di questo progetto è pervenuto all'associazione nell'agosto 2013 da Giorgio Reali*. Era un invito a cercare partner per partecipare alla VEBB (Venezia Baby Biennale): un mostra di disegni, sculture istallazioni fatte da bambini di età sotto i 12 anni, che si realizzerà a Venezia nel 2015 (durante la Biennale). Della VEBB vi sarà una anticipazione nel 2014 a Milano in maggio, alla Piccole Art-Visioni Rosa, eventi e una mostra sul tema Natura (disegni, sculture, istallazioni).
Chi partecipa produce qualcosa come ad esempio un disegno di un luogo, una istallazione realizzata con legni sassi, paglia... giochi e giocattoli.
Giorgiò aveva il compito di promuovere e cercare i fondi per pagare il trasporto dei lavori sia a Milano che Venezia (l'allestimento in caso di istallazioni) per le associazioni che si occupano d'arte per bambini/e. Una bella idea.

Per rispondere all'invio di Giorgio e per collegare lo stesso a tematiche contemporanee di carattere sociale ed educativo, l'associazione si è preoccupata di attivare alcuni laboratori gratuiti, di carattere sperimentale, e della lunghezza tra i 2/5 incontri (durante marzo-aprile 2014) in due scuole elementari locali.
L'azione era indirizzata a generare con i partecipanti delle opere che sono andate in mostra (poi restituite ai proprietari), nonchè di lavorare sul tema del dialogo interculturale affrontando la tematica "scottante" dei migranti (che approdano da noi via mare, che connette le genti che si affacciano alle terre del Mediterraneo e oltre) e dell'accoglienza (a partire dal tuo vicino), facendo ricorso al giocattolo ed al gioco con l'elemento naturale-legno raccolto sulle spiagge. Due le forme:

In sostanza si vuoleva coniugare l'attività manuale e creativa con quella della promozione del dialogo interculturale, centrato sulla conoscenza del problema del migrante, riconoscimento dei pregiudizi, la decentrazione e l'empatia a partire dal mio/a vicino/a.
Le attività del laboratorio hanno compreso:
- la conoscenza dei materiali e loro lavorazione,
- nonchè semplici tecniche di assemblaggio dei materiali diversi al fine di costruire battelli che galleggiano in piccolo gruppo (ottima situazione per avviare il confronto sul problema concreto della qualità della "reciproca accoglienza" offerta tra chi compone il gruppo, proprio mentre si sta ideando e realizzando assieme);
- gioco-esercizi e confronto con la storia e le tematiche, le emozioni rivelate nella storia-doppia storia "Migrando", con rilevazione di impressioni e curiosità dei bambini/e nei confronti del problema;
- l'emozionante testimonianza del migrante;
- attività di decentrazione e scambio dei punti di vista, la diversità a partire da quella di cui è portatore o portatrice il mio, la mia compagno/a di banco a partire dai vissuti ludici dei bambini/e stessi/e (sei mai stato-a esculso-a dal gioco?).
L'attività oltre e divenire visibile alle mostre di Milano e Venezia ha avuto una ulteriore occasione partecipando al Festival delle Culture 2014.

laboratorio battelli ingrandimento laboratorio battelli ingrandimento laboratorio ingrandimento battello spiaggiato ingrandimento
Suddivisi per tavoli, i gruppi famiglia forniti del legno (la base del battello e altri pezzi di varia dimensione e forma) e di pochi altri materiali e strumenti (la trivelina per fare i fori, della colla liquida spago, ritagli di plastica, filo di ferro ricoperto, turaccioli e spiedini di legno) si sono messi ad operare per ideare e relalizzare battelli.

Alla classe è stato fornito il materiale per la costruzione dei battelli. Il progetto è stato inserito in una rete di relazioni con altre organizzazioni locali. Con l'insegnante di riferimento sono state definite altre questioni del programma.

copetina libro migrando
migrando libro
Immagini tratte dal libro Migrando di Mariana Chiesa Mateos
Il libro MIGRANDO: migrare è nella natura dell’essere umano - anch’esso “specie migratoria”, azione che nel secolo scorso veniva agita proprio da noi, da chi scappava dalla guerra, dalla fame, dalla repressione, dall’odio andando rifugiandosi in Argentina, Brasile, America del Nord.
In quel periodo “migrante” era un bella parola che racchiudeva in sé l’idea di coraggio e di speranza. E la storia di questo libro esce proprio da un'esperienza autobiografica. Marianna è figlia di emigranti, con il libro ella ritrae qualcosa del suo viaggio, quando i sui genitori la portarono dall'Europa in Argentina.
I parenti dell’autrice abbandonarono l’Europa per stabilirsi in Argentina fuggendo dalla miseria e dai conflitti che attanagliavano il vecchio continente con la certezza di trovare un mondo migliore nel quale costruire la propria vita. Ora il fenomeno migratorio si è invertito: in Europa i migranti arrivano spinti dalle stesse motivazioni, ma senza le stesse certezze e le stesse opportunità. In entrambi i casi è evidente il dolore per il distacco dalla terra di origine e dai propri legami affettivi che accomuna tutti gli uomini costretti a migrare.
Il libro è diviso in due parti tra loro correlate: gli emigranti di altro periodo storico – italiani, spagnoli, francesi, irlandesi, polacchi, nelle loro storie salparono per le Americhe; poi ci sono i nuovi migranti che vengono in Europa dall'Africa ed il Medio Oriente su piccoli battelli. Gli uni e gli altri hanno una cosa che li accomuna, e cioè l'acqua. Acqua che separa e riunisce le storie ed i destini di popoli che faticano nella ricerca di nuova vita. Anche con questa piccola, intelligente creazione veniamo aiutati a guardare al futuro con la voglia di capire di più e con la voglia di sentirci tutti più vicini, figli e naviganti di uno stesso grande mare, esercitando empatia e divenendo più consapevoli del problema...VEDI il link per una presentazione estesa del libro.

* Giorgio lavora a Bag Baby At Gallery di Milano (sezione artistica dell'Accademia del gioco dimenticato), una realtà per bambini/e inserita nel progetto della “Fabbrica del vapore” a Milano (http://www.fabbricadelvapore.org/), dove operano altre 15 associazioni di artisti, creativi. Lui è un animatore di professione, è anche scrittore del libro “Il giardino dei giochi dimenticati” per Salani, (che è giunto quest'anno a 60.000 copie).

 

 

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data ultimo aggiornamento: 20 luglio 2018
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