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progetto immagini di accoglienza 2019

PROGETTO immagini di accoglienza 2019 - Messaggi in bottiglia

RELAZIONE DI FINE ANNO

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Il progetto “Messaggi in bottiglia”, riprendendo quanto era già stato realizzato nell’edizione del 2017/2018, si è sviluppato durante l’anno scolastico 2018/2019 coinvolgendo nel suo complesso 3 classi della primaria (seconda A sc. Pascoli, Maestra Damiana Felini; e due classi quarte della sc. Muratori, maestra Genni Morganella), nonché un gruppo di migranti dello SPRAR con docente Diletta Samori della cooperativa Cidas. Nel suo percorso si è intrecciato con il progetto del Festival delle Culture, attraverso la relazione con la referente della Casa delle Culture Antonella Rosetti.

Rispetto a quanto anticipato nel documento di progettazione vi sono state delle riduzioni che non hanno permesso il completamento dello stesso come previsto:
- la formazione docenti
- il tirocinio con le scuola del liceo classico coinvolte in alternanza scuola lavoro
- l’incontro tra classi della primaria e migrantimatite di sabbia

Durante il suo percorso era previsto un investimento nella formazione, quest’aspetto non è stato realizzato in quanto durante la costruzione della collaborazione con la Casa delle Culture si è preferito optare per il coinvolgimento della stessa con il Centro di Educazione alla Mondialità (CEM), attraverso l’organizzazione di convegno dell’11 maggio mattino e pomeriggio. In questo caso si è solo supportata la mediazione tra le parti, facilitando la presenza di operatori della Casa delle culture ad un convegno CEM a Brescia di Novembre 2018.

Il tirocinio, malgrado la bella esperienza realizzata l’anno scorso, non lo si è potuto realizzare in quanto è cambiata la disposizione di legge in merito, impedendo alle classi delle scuole superiori di frequentare la scuola primarie coinvolte secondo le modalità consone alla primaria (con moduli di laboratorio mono-settimanali).

L’incontro in classe tra primaria e gruppo SPRAR non si è realizzato per una serie di disguidi organizzativi che hanno posticipato nel tempo questa possibilità, di fatto arrivando a maggio in un momento in cui le classi erano indaffarate con altro, mettendo in evidenza la necessità di maggiore programmazione a lungo termine ed estrema flessibilità

Il progetto si è così sviluppato come da accordi con i docenti coinvolti, con 4 incontri di laboratorio per ogni percorso programmato, facendo prevalente riferimento all’uso delle Matite di sabbia, sia con i bambini/e che con i ragazzi/e del gruppo SPRAR.
Attraverso questi strumenti ludici sono stati impostati sia situazioni giocose libere che semi-strutturate o di ricerca sul tema della comunicazione, prevalentemente centrate sull’accettazione.

Dalla in coppia, al piccolo gruppo e grande gruppo per realizzare delle immagini senza l’uso della parola. Le diverse situazioni hanno generato situazioni che hanno richiesto ai partecipanti di tentare di comprendere comunque l’altro/a (ricorrendo al silenzio come se l’altro parlasse una lingua diversa dalla propria), tentando soprattutto di accettare che l’altro/a realizzi qualcosa che è anche diverso, molto diverso da ciò che ci si aspetta, facendo riferimento all’uso esclusivo del “segno di sabbia” sul foglio; sviluppando molto l’errore creativo, l’immaginazione, la situazione di incertezza cui necessita di farvi fronte.tappto degli intrecci

A partire dalle esperienze giocare, sono state poi raccolte parole che le descrivono (nelle azioni, nei vissuti, nei desideri) per arrivare ad usare le stesse parole in forma di “dizionario minimo per l’accoglienza”. Da questi “elencari di parole” condivisi (significativi per la classe e trascritti prima su cartellone poi su fogli distribuiti a tutti/e), si è invitato, e più facilmente permesso a ciascuno/a partecipante, di elaborare pensieri compiuti. Queste frase sono state trascritte su strisce di carta che, una volta tra loro intrecciate su di uno cornice e sfondo comune, hanno fatto emergere un “tappeto di significati” dalla valenza estetica e di sintesi.classi

Il tutto ha contribuito a portare le due classi della scuola Muratori ad un evento da loro auto-diretto nella serata del 07 giugno presso l’Almagià, in una situazione dentro e in un’altra nel suo piazzale antistante

Nella prima situazione la classe ha offerto alla platea canzone (canzone: "Il mondo va salvato"...perché SIAMO TUTTI UNA COSA SOLA) e coreografia ispirate anche dal lavoro realizzato in classe con le Matite di sabbia ed i confronti sul tema dell’accoglienza, e l’ottimo impegno della docente; a cui è seguito altro momento di protagonismo in cui gli stessi alunni/e hanno condotto le attività per coinvolgere nel gioco con le Matite di sabbia persone adulte e bambini/e fuori dall’Almagià per un paio d’ore, dimostrando di avere assimilato tanto il gioco che la modalità di accoglienza conseguente al lavoro di comunicazione che era stato sviluppato con loro.matite di sabbia

Con le loro magliette bianche e blu, una parte delle due classi , dopo essersi esibiti all’interno dell’Almagià ha autonomamente condotto l’attività che loro avevano appreso con l’esperto, divenendo al oro volta animatori ed animatrici di altri/e bambini/e ed adulti che incontrano sul posto, arrivando sin da subito a coinvolgere i loro genitori nel gioco che li ha appassionati durante i percorsi di laboratorio.

 

data ultimo aggiornamento: 10 giugno 2019
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