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a promozione della cultura ludica partecipata - circolo ARCI

 

pop up play 2013

Pop Up Play 2013 - "Colori Elastici"
gruppi gioco a sorpresa ed incursioni urbane

nodo di calze ingrandimento
FINE LABORATORIO: legare le calze tra loro dopo averci giocato in forma "anarchica", ma creativa
ragnatela di calze ingrandimento
Una maxi ragnatela appesa tra due alberi, è la traccia che in finale resta del laboratorio
creare uno spazio gioco in strada ingrandimento
creare uno spazio gioco in strada ingrandimento
Creare uno spazio gioco in strada, in forma accessibile, volante, adatta alle esigenze

Anche quest'anno si è partecipato all'impetuoso e coraggioso "Ammutinamenti - festival di danza urbana" organizzato da Cantieri Danza, presso la Darsena di Ravenna, nella giornata del 14 settembre, al pomeriggio. Vedi promozione
Quest'anno al "Gruppo Gioco a sorpresa" si è voluto dare un taglio più diretto all'espressione della creatività, il più possibile indipendente dall'intervento dell'adulto, ed orientata all'interazione tra pari. L'esperienza è anche stata vero esempio di riappropriazione ludica di uno spazio urbano altrimenti specializzato a parcheggio.

Infatti, sia nella scelta del contesto in cui operare, appunto in un parcheggio (che in altri tempi ed altro contesto ambientale e socio/culturale, e cioè quando era la norma vedere i bambini/e giocare in strada, sarebbe stato un probabile oggetto di spontanea ri-appropriazione da parte dei bambini/e - per lo meno quando il luogo non era utilizzato dagli adulti), e sia nella modalità di conduzione del laboratorio (per, tra, con bambini e bambine dai 4 agli 11 anni), esso ha registrato una nuova e diversa "svolta creativa", molto più orientata all'autonomia. il passo è breve per richiamare l'originale matrice, cioè quella del "gruppo gioco spontaneo". Una definizione a noi essenziale, peerchè la rinascita e diffusa presenza in città di questa organizzazione spontanea infantile, sarebbe - dal nostro punto di vista - il criterio base per reimpostare la politica e struttura della città, riprogettandola in funzione del miglioramento della condizione di vita dell'infanzia di oggi nei nostri contesti socio-culturali.
Nell'esperienza dell'anno scorso il gruppo dei partecipanti attraversò sia tipiche esperienze tradizionali di gioco (come l'attività con i carrettini a cuscinetti a sfera, più orientato a rivivere insieme il gioco in strada), e sia di condivisione dell'ideare e del fare ludico tra bambini/e e genitori (le costruzioni fatte con scatoloni, lenzuola e canne di bambù) - più orientato a giocare e creare insieme, in famiglia e con gli altri.

La descrizione che segue tiene in considerazione la seguente questione educativa: quali problemi risolvono i bambini/e quando giocano spontaneamente?
Ovvero che cosa imparano nel gruppo dei pari quando l'adulto è per nulla o meno presente?

IL CONTESTO
Quest'anno si è strutturato il luogo e l'appuntamento con il gioco ed il giocare nel parcheggio antistante lo studio di ArcLab, ricorrendo ad una geniale "modalità volante" per adibire questo spazio in modo adatto e funzionale allo scopo, secondo un'efficace forma transitoria, veramente semplice da costruire ed altrettanto corrispondente alle esigenze del gioco e del giocare.

L'IDEA - Inizialmente si sono disposti dei fogli di "plastica con le bolle" sull'asfalto (precedentemente spazzato, soprattutto per asportare quei sassolini che "pungono" se capitano sotto i piedi scalzi o con le calze - com'è stata la richiesta fatta ai giocatori e giocatrici); poi è stato aggiunto uno strato di lenzuola, tra loro piegate ed intrecciate nella trama; e infine, e sopra al tutto, un grande telone verde plastificato - che ha coperto, uniformato e delimitato lo spazio di gioco, identificandolo dall'esterno.
E' stata un'idea geniale, facilmente replicabile da chiunque, costruita pochi giorni prima, discutendo al telefono con gli organizzatori sul come poter ottenere uno spazio di gioco adatto con un minimo di budget a disposizione.
L'unico limite rilevato di questa struttura posticcia, è stata la risposta del telone alle folatine di vento. L'assenza di una cornice un pò più pesante, permetteva al vento di sollevare lembi del telo verde. Come risposta a tale problema si sono utilizzate le scarpe dei partecipanti come piccole zavorre. L'effetto finale è risultato anche di un qualche valore estetico, oltrechè teneramente simbolico.

le scarpe dei bambini scalzi ingrandimento
l'avvio del laboratorio creativo ingrandimento
il racconto del gioco inventato ingrandimento
Le scarpe come piccole zavorre per evitare che il leggero vento di giornata faccia sollevare lembi del telo
Come nel quadro di Bruegel "Giochi di fanciulli", tante attività di gioco si sviluppano in contemporanea
Un momento dello scambio delle idee di gioco per mostrare e condividere le idea-azioni con gli altri
nella ragnatela di calze colorate ingrandire
giocare nellaragnatela di calze colorate ingrandire
rete di calze ingrandimento
"Tira tu che tiro anch'io" potrebbe essere lo slogan per spiegare quello che succede in questo gioco di "forze elastiche colorate"
Un insetto-bambino avvolto tra le calze usate come se fossero le bave del ragno-gruppo
Una rete di claze appoggiata a terra, nell'attesa di avviare un ultimo gioco-situazione

IL LABORATORIO
Ad osservarla dal di fuori, l'attività ha avuto almeno quattro momenti diversi:
- l'avvio esplorativo (o piazza di Bruegel)
- lo scambio delle idee e altra fase di gioco libero
- la costruzione e gioco della ragnatela
- la costruzione del giocattolo e il gioco libero con lo stesso

ESPLORARE - Il gruppo dei partecipanti è stato costituito presso il luogo delle iscrizioni. Da qui si è camminato per un breve tragitto verso lo spazio estemporaneo di gioco.
Sul telo si è saliti senza le scarpe, riponendo le stesse sul contorno dell'area delimitata dal bordo del telo.
Questa possibilità, restare senza scarpe, libera le percezioni tattili ma anche favorisce l'espressione del corpo, che potrà vivere in modo più naturale l'esperienza, nonchè ridurre notevolmente possibili incidenti, quelli dovuti all'incontro - incauto od accidentale - tra la pelle e le "durezze" delle scarpe.
Non tutti i partecipanti si sono subito lasciati andare a questo "primo rituale" senza offrire una qualche resistenza. Ma vedendo gli altri, i singoli timori si sono esauriti, anche adattandosi o facendosi confortare e rassicurare dal genitore od accompagnatore.
Dopo "la posa delle scarpe", è seguito un primo momento di cerchio assembleare, in cui il conduttore ha passato al gruppo veramente poche informazioni. Ad una breve introduzione sulle attività che seguiranno e la regola base (prestare attenzione ai più piccoli e piccole), il conduttore ha dato il via al giocare con una semplice consegna: usare le calze lunghe a righe colorate - un compito/possibilità molto libera (non strutturata, che fa ricorso ad un materiale semi-strutturato), che avevain se anche la scelta di giocare da soli, in coppia o in più persone.

fionda calza ingrandimento corda da saltare ingrandimento tio alla fune con le calze ingrandimento colirsi con le calze ingrandimento
Usare una calza come se fosse una fionda che lancia se stessa
Alcune calze annodate tra loro per fare una corda da saltare
Annodare delle calze per giocare una sorta di tiro alla fune
Usare una calza facendo dell'altro un bersaglio mobile

Da lì a breve il gruppo, si è "frantumato" in individui e coppie, piccoli gruppetti di 3 o 4 persone, dimostrando da subito un'alta varietà ideativa di giochi (giochi mai visti o giochi noti), tendenzialmente mantenendo una relazione "privilegiata" con chi già si conosce. La contiguità (essere tutti sullo stesso telone 8x6 metri), ha poi facilitato le dinamiche di relazione anche con chi non si conosceva fino a quel momento.
In questa fase di gioco, ed a passare di lì, un osservatore potrebbe avere avuto l'impressione di assistere ad una scena di puro caos, in cui ognuno ed ognuna era libera di fare ed ideare ciò che desiderava, ricorrendo alla o a più calza/e elastica - o anche giocando con il mucchio delle stesse - e che per alcuni ha significato desiderio di "accaparrarne tante". Si è notato che, chi di loro e nel corso dell'azione, ha ceduto il "bottino" ha anche giocato di più con gli altri - ideando giochi nuovi - ma chi se l'è tenute per sè, ha giocato in prevalenza da solo, o con il genitore a supporto e mediazione con gli altri.

Eppure - in questo caos - vi erano più denominatori comuni che legavano i vari protagonisti e protagoniste del gioco e della dinamica del giocare: giocare tutti/e con lo stesso materiale nello stesso luogo, portando rispetto per le attività degli altri/e, ideare e realizzare giochi e movimenti con le o la calza colorata, senza ricevere suggerimenti dall'adulto conduttore.
La libertà di scelta e movimento all'interno del luogo di gioco ha permesso l'espressione di una grande possibilità creativa individuale, di coppia o di piccolo gruppo che si auto-organizzava secondo modalità proprie.
Questo non ha però vouto dire che tutti e tutte erano da subito coinvolti/e. Per alcuni/e (i più piccoli/e, spesso) è stata necessaria un'attività di supporto ed avvio mediata dall'adulto. giocare con le calze colorate
Scegliere, questo è il verbo che ha permesso al grande gruppo (frantumato in un arcipelago di più piccole cellule delle dinamiche di relazione) di assumere regole e decisioni prese al suo interno (secondo meccanismi prosociali o antisociali propri - giocando assieme ci si può accorgere che non si va più d'accordo e allora che si fa?). In esso, ci si influenzava reciprocamente perchè la contiguità permetteva di copiare o farsi ispirare dalle idee di gioco che maturavano lì intorno. In quest'ambito si manifesta un essenziale parte delle occasioni che concorrono allo sviluppo sociale dei singoli/e, delle tante modalità con cui si imparano a risolvere i problemi di relazione interpersonale, costruendo pattern che poi ricorreranno anche da adulti o che si riflettono negli adulti che fanno parte dell'ambiente di vita di questi bambini/e (si suggerisce la lettura del libro di Andy Sluckin - Growing up in the playground - the social development of children).
Nel gruppo gioco spontaneo, come nelle situazioni che ad esso si assomigliano (on poca o totale assenza dell'intervento dell'adulto) anche matura la confidenza in se, e cioè la possibilità di dire a se stessi posti di fronte ad un problema: c'è l'ho fatta una volta c'è la farò di nuovo... nonchè un consono atteggiamento emotivo ed affetttivo - perchè sgravato da ansie, paure inesistenti, e sfiducia.
E' per questo che quando si pensa al gioco lo si deve differenziare dal giocare: il vissuto implicato nell'azione di gioco non solo fatto di regole da applicare, la cultura ludica dei bambini/e non la si può ridurre ad una lista di giochi e giocatoli tipici di xy gruppo culturale.

Guardando dal di fuori ciò che accadeva al suo interno, l'immagine richiama quanto è nel quadro di Bruegel: "La piazza dei giochi dei bambini" (dipinto nel 1600): a quel tempo il gruppo gioco spontaneo era pressochè l'unica forma per i minori di età di apprendere a giocare, e giocare con gli altri/e. Nel dipinto vi sono dettagliati più di 80 giochi, tutti agiti in contemporanea da più di 200 figure di bambini/e.
Nel nostro contesto non si è arrivati certo a quel numero, anche perchè i partecipanti erano non più di 25, ma sicuramente si è potuto apprezzare la grande varietà di giochi che in breve tempo lì si è generata senza alcun stimolo dell'adulto-esperto.
Perciò e giocando, questo gruppo di partecipanti ha imparato solo a creare giochi?

bottino di calze ingrandimento
un bottino fatto di calze
annodare ingrandimento
Terminato il Pop up play, avanza il programma della serata, e un'assistente del team si appresta ad annodare alcune calze per generare un effetto ragnatela gigante appesa tra due alberi
notturna ragnatela colorata ingrandimento
foto in notturna della ragnatela

SCAMBIARE LE IDEE DI GIOCO
Al seguito della fase del gioco esplorativo e libero con il materiale, il gruppo è stato richiamato dal conduttore a sedersi in cerchio per mostrare, raccontare, condividere le idee di gioco giocato - a partire da dei volontari.
Rispetto a quanto era in programma, solo alcune delle molte idee di attività realizzate con le calze sono state mostrate e praticate:
- usare la corda per farsi annodare come un salame;
- la corda come una lunga coda-serpente che la si vede dietro di se mentre si corre;
- l'uso della calza come corda da saltare - anche arrivando a coinvolgere nuovi giocatori (tentare di saltare la corda lunga, fatta di tante calze annodate tra loro, contemporaneamente in più persone).
Purtroppo, per questo tipo di contesto, non si è potuto sondare e verbalizzare il più ampio argomento dei vissuti di gioco... che si può più facilmente esprimere quando c'è reiterazione dell'esperienza. Per questa volta si è rimasti sul livello della prestazione.

In questo frangente, l'attività del gruppo ha cominciato dopo poco a fremere di desiderio di azione, di tornare a giocare liberamente con le calze. E così il conduttore ha "autorizzato" e licenziato tutti verso una seconda fase di gioco libero.

COSTRUIRE IL GRANDE GIOCO COMUNE: LA RAGNATELA
Dopo la seconda fase libera di gioco, al gruppo è stata data una terza consegna: "annodare le calze tra loro", ed il risultato non si è fatto attendere... una grande ragnatela (molto asimmetrica) ha da subito preso forma. Quest'attività è poi divenuta uno spontaneo esercizio del gioco di forza: il "tira e molla" continuo, da tutti e tutte esercitato in diverse direzioni.
Il dentro ed il fuori del luogo di gioco, marcato dal telone ed il suo bordo, forse ha contribuito a mantenere un equilibrio di forze: la ragnatela non è mai uscita dal luogo di gioco, chi tirava da una parte era bilanciato da chi lo faceva dalla parte opposta.

Ad un certo punto, c'era poi chi si è messo al centro della ragnatela, e si è fatto annodare come un insetto colto dal ragno-gruppo. Questo piacere dell'insetto-bambino legato come un salame, è durato fin tanto che lo stesso partecipante non ha "accusato" la morsa (che si stringeva sempre più forte intorno a lui), fino a non diventare più così piacevole - svalorizzando il beneficio di attirare l'attenzione di tutti su di sè.

Un'ultima proposta e situazione di giocofattaal gruppo: "appoggiare a terra la ragnatela e usare la stessa per percorrerla": dentro fuori, sopra e attraverso, queste ed altre sono stati gli stimoli dati al gruppo per moltiplicare le attività. Tutto questo è piaciuto molto, e il gruppo ha risposto con soddisfazione, consegnando anche altrettante possibilità nuove di giocare con la ragnatela posta a terra. Si sarebbe potuto andare avanti ancora per molto tempo, poi si è deciso di fermare l'azione e passare all'attività finale e di chiusura del Pop Up Play 2014.

COSTRUIRE IL GIOCATTOLO POVERO
Seduti a terra, si distribuisce della carta di giornale, con cui si realizzano delle palline di carta abbastanza grosse.
La pallina di carta è fatta entrare nella calza, spingendola a forza fino il fondo del suo piede.
Poi si conclude l'attività facendo un nodo ben stretto, che blocca la pallina di carta in fondo.
In questo modo si è ottenuto un giocattolo che funziona come una bolas.

Completato il giocattolo, i singoli del gruppo sono subito ripartiti per sperimentare la novità, lanciando e riprendendo la bolas-calza, passandosi i giocattoli con un lancio e la presa, competendo a chi lancia più in lato o più lontano... fino a chiusura del laboratorio.

Così si sono esauriti 4 macro momenti di attività, che hanno tenuto coinvolto per due ore un gruppo misto ed eterogeneo di bambini/e con alcuni adulti-genitori.
Un primo momento molto informale e libero.
Un secondo momento più formale e di condivisione, dove il guardare ed ascoltare era prevalente sul fare.
Un terzo momento in cui il gruppo ha giocato in un grande gioco he si è andato strutturando da sè, a partire dall'iniziativa di pochi che ha convinto tutti. E poi gli stimoli lanciati dal conduttore per variare l'attività con la "ragnatela".
Infine si è presentato completamente un altro scenario, quello della costruzione del giocattolo semplice, che aveva in comune con le attività precedenti il materiale.

Altri giocattoli da costruire e con cui giocare: la trottola del Marocco - la Colomba Rampichina - le Maschere Saul - la Spiralina - il Fuciletto ad elastico - la Cometa - i Pupazzi di neve - il Ronzatore - il razzo bottiglia - la Medusa volante - gli Animaletti castagna - i Ragni e Pipistrelli equilibristi - gli Animaletti Turacciolo - e molte altre proposte al sito www.genialidapiccoli.com

E poi "divertirsi con poco" riscoprendo il diritto all'uso delle mani nell'ambiente naturale: e giocando dopo la pioggia - giocare con la cometa - giocare con la spiralina- giocare con la trattola marocchina - giocare a costruire i pupazzi di neve - il pop up play usando scatoloni e lunghe calze di cotone elasticizzato ...

data ultimo aggiornamento: 24 agosto 2015